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Il sole, stanco e infiamma to, lentamente si tuffa nell'orizzonte, trenta persone guardandosi cospiratori alle spalle si recano al roof garden dell'hotel Savoy. Al centro di Roma, il Savoy gode di una vista indimenticaile e grazie al frenetico lavoro dei satiri e di Mario Lubinsky è avvenuto uno di quei momenti che raramenete si vivono. Ma facciamo un passo indietro: quarantottore prima riceviamo la telefonata di alcuni conoscenti: Luigi Ferri istrionico conoscitore di sigari e Mario Lubinsky che non necessita di presentazioni , veniamo a sapere che Didier V. Houvenaghel sarà a Roma per il suo tour promozionale dei suoi sigari Nicarao, e noi chi sia questo ragazzone non ne abbiamo idea, sappiamo solo ( poichè già ne avevamo fumato qualcuno) che i suoi sigari sono molto interessanti e che sono nati da poco. Così, per non perdere la possibilità di conoscerlo, con un giro frenetico di mail e telefonate, organizziamo un gruppo (per la maggior parte costituita da satiri e i restanti membri del cigar club 06) e giunti alla terrazza del Savoy aspettiamo l'arrivo di Didier tra chiacchiere e prosecco. Giunge Mario Lubinsky, maestro e vate di tabacchi da pipa e innovatore del mercato tabagico italiano, uomo elegante, alto, affilato, d'altri tempi. Dietro di lui un ragazzone di 35 anni, giovane e preparato, laureato in agronomia a Cuba nel 2000, belga di nascita e residente a Singapore, questo può essere il primo multiculturale (e sentendolo parlare multilinguistico ) ritratto di Didier V. Houvenaghel. Il primo sigaro in degustazione della serata gira da mano in mano, le lame tagliano la testa, gli accendini infiammano famelici il piede, le bocche inziano ad assaporare il fumo dei sigari: come sono? Comprateveli e provateli dato che il gusto è soggettivo. Quello che invece non è soggettivo è il fuoco, il tizzone rosso ed ardente che brucia nel cuore di Didier il quale, quando comincia a parlare dei suoi sigari si erge dritto e con parole esatte e nette. Parla e racconta, ma non racconta favole non racconta storie! Aspetta le domande come pugni su un ring e vi risponde forte del libro che ha pubblicato, e tale libro in realtà non parla di sigari e marche, parla di agronomia, ed agronomo è lui e così la discussione vira e verte non sui sapori, o su stupidi pannel degustativi infunzionali e onanistici, ma su terra e suolo, azoti e nitrati: sembrava di stare all'università e Didier con umiltà ma professionalità ci illumina di quell' aspetto del tabacco che nessuno vuole mai raccontare: il lavoro in campo. Il sigaro finisce, leggero e leggiadro, Lubinsky gongola, e i satiri circondato Dider non lo lasciano libero un secondo, vogliono sapere, bevono il sapere si allattano delle spiegazioni fatte dal giovane cigar producer. Passa il tempo, e si accende il secondo sigaro: un robusto. Poi tutto sciama e molte persone vanno via e finalmente si accende una magia; bevendo vino all'unico tavolo rimasto si tirano le ore piccole ed è solo in questo momento che questo belga si dimostra per quello che è veramente: innamorato del suo lavoro e del suo prodotto, eterno curioso della vita; non è lui ospite della nostra serata ma noi della sua e l'interscambio di conoscenza c'ha reso, noi e lui, più grandi. Questo è stata la scomemssa fatta, con una pistola caricata con un sol colpo obbligata a sparare contro il tirannosauro della stupidaggine, da Mario Lubinky che ha creduto in un giovane 35 enne, ha creduto ad una persona meritevole e preparata e ha dato spazio ad un giovane e dinamico produttore poichè consapevole che la conoscenza sta cambiando tutto.
Andiam via, con la promessa di una nuova visita di Didier e con la speranza di una futura collaborazione fra noi e Mario, certi che anche lui nell'animo e nell'intento è un vero satiro.
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Ci sono amici che vanno allo stadio, amici che vanno ai concerti, amici che cantano a cappella e amici che amano andare a provare ristoranti che hanno un anima e per trovare tali posti passano giorni su giorni tra ricerche sulla rete e letture da testi. Avendo saputo che quest’anno la guida Michelin, autorità più o meno contrastata della ristorazione mondiale, aveva assegnato la prima stella al ristorante “All’oro” e avendo intenzione di conoscere meglio cibo e cantina, l’occasione è stata ghiotta: all’arrembaggio!!!!! Per una cena cosi dobbiamo essere almeno in quattro e dopo una lunga riflessione troviamo come comporre il tavolo: due satiri e due sommellier. All’oro ovvero: Riccardo Di Giacinto, mani grandi un pezzo di ragazzone che sembra uscito da un campo di rugby e soprattutto due esperienze alle spalle che o ti formano o non ti formano: Il padre della ristorazione mediterranea e meridionale Alfonso Iaccarino ovvero Don Alfonso vate di Sant’Agata sui due golfi e se comincio a parlare di Don alfonso non ne usciamo più sono cresciuto con lui. La seconda esperienza di cui lo chef vanta è a sua ammissione durata quattro anni ed è con l’uomo iù contrastato del pianeta enogastronomico ovvero il padre della cucina molecolare Fernand Adrià del ristorante El Bulli. Il suo curriculum ci serve per capire dei fatti e delle analisi che più avanti faremo ed è fondamentale perché dalle due realtà non solo ha preso il meglio ma non ne è clone. Sito ai Parioli,a via E.Duse, a due passi dalla sede della Lewis, accanto a un pizza a taglio dal nome pippopizza insomma un eroe, un luogo eroico con non più di ventotto coperti, due sole parole una boutique del ben vivere. Ci sediamo a tavola, ambiente poco illuminato e un po’ cupo minimale e chic, senza essere fighetta, un luogo dove far innamorare una donna, o dove passare una serata magica qualora la tavola sia il vostro teatro. La carta dei vini è strabiliante non per quantità di etichette circa 250 300 nomi, ma per la complessità del ragionamento che alle spalle di ciò determina la scelta; e credetemi tutti e dico tutti i vini in carta sono capolavori, non tutte le etichette sono di moda o grido ma tutti sono capolavori. La nostra scelta è stata: una flute di champagne di ben venuto : ”bille Cart Salmon” bordeaux bianco Domaine de Chevalier millesimo 1987….. si avete letto bene ottantasette . Champagne Larmandier- bernier rosè premier cru Paolo Scavino bric de fiasc 2004 barolo Sherry Pedro Ximenex vitage 1927 si lo so ho scritto 1927 non sono pazzo confermo e firmo 1927 Nel 1927 accade questo Fra Washington e New York viene effettuata la prima trasmissione televisiva via cavo, con riprese dal vivo Werner Karl Heisenberg formula il Principio di indeterminazione Italia: Vittorio Formentano dà vita all'AVIS Stati Uniti: viene istituito il primo servizio telefonico transatlantico tra Stati Uniti e Gran Bretagna Italia : il Partito Nazionale Fascista istituisce i GUF 1 gennaio - La Turchia adotta il calendario gregoriano 2 gennaio - Italia: viene istituita la Provincia di Varese e la Provincia di Pescara 13 febbraio - Italia: entra in vigore la tassa sul celibato 3 marzo - Italia: Istituzione della figura del Dirigente Centrale delle Ferrovie dello Stato sulle linea "Porrettana" 11 marzo: fu arrestato a Firenze Alcide De Gasperi, mentre con la moglie cercava di raggiungere in treno Trieste con documenti falsi. fu accusato di tentato espatrio clandesino e fu condotto al carcere di Regina Coeli di Roma. 11 maggio - In California viene fondata l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che istituisce il Premio Oscar 15 maggio - Unione Sovietica: a valle delle rapide del Dnepr ha inizio la costruzione della più grande centrale idroelettrica dell'Urss 20 maggio - Charles Lindbergh, a bordo dello Spirit of Saint Louis, compie il primo volo in solitaria sull'Atlantico. Decolla da New York e atterrerà vicino Parigi dopo 33 ore e 30 minuti, con una velocità media di 188 km/h 19 giugno - Alfredo Gianoli trasmette in diretta la prima radiocronaca che riguardava il Grampremio di Galoppo dal San Siro di Milano. Nell'estate del 1927 nasce a Salerno l'Unione Sportiva Salernitana Fascista, rifondando in questo modo la Salernitana (fallita nel 1925) in seguito alla fusione tra Campania FBC e FBC Libertas Salerno. 22 luglio - Dalla fusione di Alba, Fortitudo e Roman, nasce l'Associazione Sportiva Roma. 23 agosto - Stati Uniti: nonostante le proteste nazionali, vengono giustiziati gli anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti 2 settembre - Bologna: lo svedese Arne Borg è il primo uomo della storia a nuotare i 1500 m in meno di 20 minuti 23 ottobre - Stati Uniti: la prima proiezione del film Il cantante di jazz di Alan Crosland segna l'inizio dell'era del cinema sonoro
Il nostro chef propone un menu degustazione che si chiama : ”Gran Festa” 6 portate di puro godimento, e qui rientra la questione iniziale di cui parlavo, la sua cucina non è Molecolare cioè non è un epigono di Adrià non gli interessa e si vede non vuole stupirti con la scenografia vuole cucinare sorprenderti ma soprattutto soprenderti in bocca non per la stranezza o l’ardire delle portate ma perché alla fine oltre che belli o intriganti sono prima di tutto magnifici. Il primo antipasto pone gi le basi di un esperienza mistica Tiramisu’ di baccalà e patate con lardo di cinta senese Poi arriva un rocher (come quellod ella publicità abrogio avrei voglia di qualcosa di buono) solo che di coda alla vaccinara e questa esperienza è veramente mistica E si sale con il maritozzo con la panna solo che non ha la panna ma è un maritozzo con cime di rapa e crema di cacio e pepe Si passa ai primi Cappelletti in brodo senza brodo, ma col brodo….. non sono ubriaco è solo un paitto di immensa maestria il brodo è dentro il cappelletto insomma un piatto al contrario Bon bon d’oca tra tutti i piatti quello più usuale eseguito perfettamente ma usuale E si finisce con lamb urgher ovvero un panino col battuto di agnello appena scottato e questo piatto da solo merita la visita è quello che dovrebbe essere un big mac se il big mac fosse un capolavoro da provare una volta nella vita. Dessert tart tatenne di mela E tiramisu che non lo è.
E il pasto è finito, ma non esperienza; non voglio parlare del conto perché è fuorviante dato che come avete visto abbiamo stappato un secolo di enologia e questo determina un bel Po di cose, ma l’esperienza nel suo complesso è stata mistica. Giuseppe Balzano e Filippo Montemurro due satiri hanno condiviso quest’esperienza e ve la segnalano, la nostra vuole essere una piccolissima provocazione sul fatto che ognuno di noi ha il potere di vivere nuove esperienze e vivendole, per noi, non c’è cosa più importante che condividerla con voi lettori. Questo non è l’esperienza della vita, ma è un esperienza nella vita e solo con la cooperazione si può continuare a viverne………

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Claude Lebet
BIOGRAFIA Claude Lebet è un liutaio svizzero diplomato alla scuola di liuteria di Cremona. Nel suo laboratorio nel cuore della Roma antica si creano tutti gli strumenti del quartetto d'archi secondo la tradizione italiana di liuteria, rigorosamente costruiti a mano usando legni antichi pregiati, su copia di modelli originali di Stradivari, Guarneri, Guadagnini e altri ... Di qui passano i strumenti più famosi e pregiati per il restauro o messa a punto . Inoltre si costruiscono anche degli archetti del quartetto e barocchi. La perizia di Claude Lebet viene spesso richiesta per certificare l'autenticità di uno strumento. Inoltre ha pubblicato diversi volumi sulla liuteria che vengono venduti nelle librerie internazionali. Claude Lebet ha costruito strumenti per "I Musici di Roma", il "Quartetto Ravel" di Lione, il "Beaux Arts Trio" di New York, Paul Tortelier e tanti altri... Tra gli illustri musicisti che suonano le sue opere troviamo Antonio Meneses, Nikolaj Znaider, Antonio Salvatore cosi come i Konzertmeister delle orchestre di Berna, di Monaco di Baviera, di Santa Cecilia a Roma, del Hessischer Rundfunk a Francoforte... Per altre informazioni email
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Gialuca insieme a Lebet e alcuni invitati
Abbiamo partecipato il 2 giugno corrente anno al concerto di primavera organizzato dal cloude Lebet(con musiche di Antonin Dvorak, Franz Schubert e Yohannes Brakms, eseguite da Mieke Stoel Sarak Christian e il Augsburger Streichquartett) intrattenendo gli ospiti con degustazione di sigari cubani e toscani e esponendo la collezione di pipe artigianali di Fabrizio Romeo e di Gabriele Dal fiume.
Gianluca con le pipe di Romeo e Dal Fiume
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Il 20, 21 e 22 aprile si è tenuta a Cagli , in provincia di Pesaro - Urbino. la settima edizione della Festa della pipa.Gianluca Sansone è stato ospite insieme al cognato. La festa della pipa di Cagli, organizzata dal comune e da Bruto Sordini, titolare del Marchio Don Carlos, è ormai un appuntamento immancabile per gli appassionati collezionisti e anche per coloro che vogliono passare un fine settimana in allegria e spensieratezza.
Gianluca insieme al cognato a Cagli
In tale occasione Baldo Baldi è stato insignito del premio per il miglior Pipemaker italiano. Il maestro genovese ha anche allestito una mostra delle sue opere migliori.
Un momento della premiazione al Maestro Baldo Baldi
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