|
La pipa, oggetto e amante. La pipa, compagna di viaggio e di meditazione, la pipa amica. Novembre e pioveva e faceva freddo e qui in tabaccheria regnava lo sconforto, c’eravamo stufati: è inutile girarci in torno, ne avevamo piene le scatole. Eravamo stufi del grande fratello, dell’estetica a tutti i costi, della maleducazione, dell’ignoranza, di vini che sapevano di ruggine e di cibi sempre tutti uguali: volevamo cominciare un avventura estrema e potenzialmente pericolosa. Gli antichi padri della filosofia, e del pensiero con le loro menti c’hanno insegnato che non importa il metodo o su cosa esso si applica ciò che invece importa e lo spingersi eternamente in viaggio, come navi in mezzo la tempesta, verso i confini della conoscenza. Con questa considerazione ci siamo resi conto che eravamo innamorati del sapere e del fumare ma stufi di club e di situazioni sociali in cui tutto verteva solo su quello; ci serviva una rivoluzione, un gruppo di persone non necessariamente fumatrici o amici, non necessariamente goliardici ma obbligatoriamente guerrieri: dovevamo armarci per la lotta alla stupidità e dell’ignoranza. Con questi presupposti abbiamo fatto nascere : LA CONFRATERNITA DEI SATIRI un gruppo di persone dedite alla dicotomica ricerca sia del piacere sia della riscoperta di tutto ciò che è morente o dimenticato e un sito internet:
www.ilsatiro.com
con noi si è dentro o fuori e non ci si viene per passare belle serate, ma per godere e combattere come guerrieri poeti; per proporre e realizzare fatti cose e d eventi perché ormai non è più possibile vivere ciecamente dato che in questo caso diveniamo zombie non persone.
Cosa ci interessa? Tutto ciò che è artigianale, tutto ciò che è fatto a mano, tutto ciò che è cultura e tutto ciò che e ragionamento: una prova di ciò che diciamo è venuta fuori dalla nostra prima riunione …… ecco il resoconto
Recensire un evento a cui si è partecipato può sembrare un compito di lievissima difficoltà. Pares cum paribus facillime congregantur; la descrizione di una serata si trasforma rapidamente in quella dei propri interessi, producendo quei mefitici ritratti di Dorian Gray a cui la critica moderna ci ha abituati. Le cose si complicano leggermente quando si tratta di descrivere qualcosa che ha richiesto creazione, piuttosto che fruizione. Se poi di un simile evento si è stati genitori e figli, trasportarne l’atmosfera in un resoconto è opera realmente difficile. Ritengo che in questi casi sia necessario abbandonare tutte le sovrastrutture, le figure retoriche e le circonvoluzioni: parlarne così, come viene, senza falsa modestia e senza artifici. Proprio come è accaduto quella sera.
"Nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede un grande talento è ipocrisia." Arthur Schopenhauer Poiché l’ipocrisia non fa parte dei nostri difetti, lasceremo da parte anche le frasi di circostanza. E’ stata una serata grandiosa. Ma non lo è stata unicamente per merito nostro. E stavolta non si tratta di modestia, ma di umiltà.
Il 16 Marzo, in un locale romano, un piccolo gruppo di uomini ha deciso di riunirsi. Si trattava di soggetti simili, eppur diversi: cuori, mani e teste delle specie più rare. Artigiani e imprenditori, ragazzi impettiti e uomini scanzonati, poeti, artisti e pensatori. La summa anthropologica d’Italia,, alla vigilia del suo centocinquantesimo genetliaco.
Quella sera è ufficialmente nata questa confraternita di uomini lieti. Non abbiamo fatto distinzioni di sorta; le classificazioni le lasciamo alla massa. L’uomo della strada riesce a interpretare una situazione insolita in due soli modi: odiandola o militando per essa. Noi aborriamo odio e militanza: siamo disposti ad accettare qualunque cosa, purché si tratti del meglio.
E abbiamo avuto il meglio, grazie al duro lavoro di chi ancora crede nella fondamentale onestà della fatica. Abbiamo nutrito lo stomaco con cibi grandiosi e vini squisiti; saziato lo sguardo con i capolavori che il genio italico estrae dalla dura radica; toccato con mano la qualità della vera sartoria, quella che non si può copiare con artifici meccanici; degustato tabacchi di grande livello, in un appassionato confronto tra moderno e antico. E infine, abbiamo ascoltato le voci dei nostri confratelli, che ci hanno parlato delle loro esperienze, delle vite trascorse a inseguire un ideale di perfetta comunione tra il cuore, la mano e la mente. Abbiamo spostato la perfezione un po’ più in là, secondo il nostro motto. E seguendo nostra volta tale intimazione, lascereremo campo libero alle foto, che valgono certo più delle mie parole. Buona visione.
www.ilsatiro.com
|