| I sigari domenicani |
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“Noi non siamo più il paese de l’Habano, bensì quello di Fidel Castro e della rivoluzione!" Così il “Che” tuonava con grande enfasi alla fine degli anni 60 in un discorso alla popolazione E così con il pianto nel cuore e queste terribili parole nelle orecchie gli uomini che avevano creato il mito DE l’Habano partirono per la via dell’esilio: Menèndez il filosofo, il creatore dei Montecristo, Cifuntes il gentiluomo dei Partagas, Torano colui che ha determinato lo sviluppo di coltivazioni e centri produttivi nei principali paesi tabacchieri caraibici: Nicaragua, Honduras e Repubblica Dominicana, Padron fondatore nel 1942 dell’associazione dei coltivatori cubani, che si prodigò non poco per la liberazione dei prigionieri, Perdomo tradizione e tecnologia, come ad esempio usare le celle frigorifere per eliminare le eventuali larve del bicho, Arturo Fuente il primo produttore cubano che si trasferì a Cayo Mueso, nel 1898, una località a sud degli Stati Uniti, Angelo Oliva l’Albert Einstein del tabacco. Abbiamo voluto dedicare questa piccola introduzione a coloro che hanno fatto la storia di sigari perfetti, bilanciati,delicati, usando le migliori cape del Connecticut, dolci ed intensi usando foglie decisamente scure dall’elevato contenuto di zuccheri, vinatge fatti con tabacchi invecchiati ogni qualvolta si sia verificato un raccolto memorabile ed infine robusti dotati di costanza ed armonia ma caratterizzati da una maggiore forza. |