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La pipa può essere tante cose ed essere intesa in svariate conformazioni culturali; noi italiani, popolo di artisti liberi e pensatori,da sempre abbiamo un modo di disegnarle e crearle capace di unire il classico concetto inglese al nostro modo di essere potenzialmente liberi da ogni schema. Domenica 31 marzo, io e il mio caro amico tabaccaio Gianluca Sansone, dopo esserci svegliati alla tarda ora delle cinque del mattino, ci incamminiamo con la mia macchina per andare a trovare uno dei più particolari artisti artigiani pipatori d'Italia: Mr Gabriele Dal Fiume.
Dopo circa tre ore e mezza di viaggio e cazzeggio vario dove già alle sei della mattina la pipa fumava felice, giungiamo in quel di Monteveglio, adorabile paesino vicino a Muffa, sui colli bolognesi; non appena il gioviale Gabriele ci apre la porta per noi due comincia lo spasso! Lo studio di Gabriele con annesso il laboratorio per noi è come Disneyland, trabocca di pipe e di strepitosi tabacchi, infatti il nostro energico artigiano e il suo saggio padre sono degli scultori della pipa; hanno ricavato un laboratorio usando per la maggior parte strumenti odontotecnici che gli permettono di lavorare la radica in maniera del tutto diversa di quella dei suoi colleghi; le sue opere traboccano di angoli sinuosi e rotondità inaudite; piccoli gioielli spesso impreziosite da legni rari e esotici come la palma nera o l'osso, il corno, il bosso rendono vita dalle sue mani che lavorano lente. Proprio perché un suo pezzo è molto difficile da realizzare e ci mette molto più tempo dei suoi colleghi e molto spesso al contrario di tutti gli altri lui fora la pipa a lavorazione conclusa; la radica che usa la sceglie con meticolosità e Gabriele l'invecchia a casa senza fretta anche perché non riesce a realizzare più di 160 200 pipe l'anno, questo perché spesso per fare una pipa finita ci mette almeno due giorni e la soglia di scarto è molto alta. E intanto si fuma si fuma e si fuma, fino all'ora di pranzo, ora come rifiutare un invito a pranzo nell'agriturismo (vero) dietro casa? uno di quei posti autentici dove la pasta è tirata a mano, il vino brucia dolce e e la grappa...non ha etichetta?
A tavola però, oltre a fare una bella mangiata e qualche foto e di assaggiare tabacchi splendidi prende anche forma una discussione sia sulla possibilità di costituire una disciplinare sul tabacchi similare a quella dei vini.
Finito il pantagruelico pranzo, e con una dose abbastanza cospicua di benzina \grappa in corpo si rientra in laboratorio.
Comincia il lavoro vero: si scelgono le pipe! La scelta è imbarazzante, dato che sono tutti modelli particolarissimi e unici, non ce n'è una uguale all'altra e non c'è n'è una che non valga la scelta e così praticamente noi due poveri folli dobbiamo decidere cosa prendere sicuri di non poter prendere tutto!
Alla fine si selezionano 12 pezzi, uno più bello dell'altro e siamo felici e contenti come bambini il giorno di Natale; la giornata con Gabriele si conclude con un saccheggio di ottimi tabacchi presi dalla sua cantina segreta; prevalentemente dark fire cured virginia flake.
la serata ormai incombe e noi si deve tornare nella capitale anche perché il giorno dopo si "Travaja" e almeno qualche ora si deve dormire.
E cosi pieni di pipe e tabacchi salutiamo un uomo dalla splendida ospitalità e un vero artista, sicuramente un outsider del mondo della pipa, ma proprio per questo in grado di regalare emozioni uniche con i suoi oggetti\sculture cosi' flessuose e piene di movimento.
Giuseppe Balzano |