Pipe Il Duca

Nella storia della pipa e dei suoi artigiani notiamo due costanti nella scelta del marchio: c'è chi si mette in gioco con il suo nome e cognome facendo leva sulla sua storia personale o sulla sua individualità cercando di fare in modo affinché essa possa diventare sinonimo di qualità e di prestigio Altri invece si affidano a nomi di fantasia coerenti o meno con scelte precise e significative.

 Con il ferrarese Massimiliano Rimensi la scelta del marchio si concretizza nel simbolo della sua città natale, in omaggio alla famiglia degli Estensi, testimoniando in tal modo la sua appartenenza ad una cultura e ad una città: un messaggio di legame e prestigio che deve essere commisurato alle aspettative di chi compra le pipe “Il Duca” . Da questo nome così altisonante e ricco di storia non ci si può aspettare che il meglio senza nessun appello, senza la possibilità di aggiustare il tiro. Una pipa Il Duca esprime l'impegno di manifestare una eccellenza senza se e senza ma. E tutto questo all'insegna di una cifra personale involata ad una sintesi di soluzioni stilistiche che attraversano trasversalmente tutta l'intera tradizione artigianale dall'Italia all'Europa del nord.

Non pretendiamo ovviamente di imporre un discorso di originalità allo stato puro ma abbiamo la convinzione di trovarci di fronte ad un lavoro che tiene conto di una storia e di una semantica profonda che questo oggetto porta con sé. Nelle pipe de Il Duca ci sono continue citazioni e rimandi, un florilegio di omaggi ad altri artigiani e colleghi senza mai sfociare nella copia ma con l'intento di imprimere un segno distintivo che rende non solo riconoscibili queste pipe ma anche amate da fumatori e collezionisti. Non è retorica, sono fatti, numeri, dati concreti. Un successo ottenuto da un lavoro meticoloso e attento che espone nello stesso ventaglio creativo billiard, bulldog, cutty, gross grain, pipe fiammate o con taglio ad occhio di pernice, fish, bowl... e tutte caratterizzate da un unico sguardo, da un'unica mano sapiente che, incurante di voler essere unica a tutti i costi, si preoccupa di offrire al fumatore una pipa di grande impatto e di estrema funzionalità a garanzia della fumata.

Ed è questa garanzia che ci conduce dal marchio all'artigiano e a tutto ciò che di primo acchito non si vede ma si sperimenta fumando queste pipe.

Molto artigianato nostrano, soprattutto della vecchia guardia, trascura il bilanciamento della pipa per una serie di motivi che non sono sempre da addebitarsi a una forma di incuria ma evidentemente succede sia perché ci si preoccupa ad esaltare altro sia perché probabilmente il bilanciamento, nell'ottica della produzione italiana, a ragione o a torto, non è ritenuto così essenziale. Rimensi contraddice questa tendenza polarizzando diverse concezioni artigianali e va a correggere certe problematiche degli shape più importanti che talvolta rivivono nuova vita fuori dalle gabbie del classicismo in cui sono riconoscibili.

 La cura più rilevante, in uno spettro di tantissimi dettagli interessanti, è l'attenzione al dente del bocchino ( in genere metacrilato o cumberland) e alla sua sagomatura in modo da tenere la pipa nella maniera più comoda possibile a prescindere dal peso. Quello che è fondamentale capire in questo lavoro è che il bilanciamento, secondo anche la lezione degli inglesi di alto rango, è ciò che rende la pipa uno strumento agevole che non crea impaccio. Lo diciamo con forza in virtù del fatto che molti costruttori trascurano l'importanza di questo aspetto che tuttavia è essenziale in un contesto che rende inevitabile la necessità di fumare con la pipa in bocca soprattutto all'aperto.

Un' altra peculiarità che avvicenda Il Duca a caratteristiche di altri suoi colleghi è la estrema asciuttezza della fumata ottenete con queste pipe. La nettezza del gusto è determinata spesso dall'esautorare l' umidità residua che necessariamente si forma durante la combustione del tabacco. Analizzando la costruzione di queste pipe si evince come questo possa avvenire grazie a precisi accorgimenti tecnici perfezionati da Rimensi nel corso degli anni.  Intanto notiamo un allineamento perfetto dei fori e una calibratura del condotto del bocchino che non è mai casuale. L'uscita del foro all'interno del fornello non è semplicemente rasente il fondo ma è scavata a “unghia” solcando il legno di qualche millimetro. A ciò aggiungiamo che la foratura del fornello stesso non è cilindrica come da tradizione squisitamente italica ma devia leggermente verso il condotto del cannello. In questo modo la fumata “scarica” tutta sul condotto impedendo qualsiasi tipo di ristagno pur minimo. Questo lo si può anche verificare facendo passare lo scovolino e si noterà che, fuoriuscendo, non rimane incastrato nel fornello stesso tra le pareti ma si innalza come se fosse fosse deviato dal condotto che si porta verso l'alto. Quindi il fornello è tutto finalizzato al per incanalare il fumo direttamente nel condotto.

Questo scorcio di accorgimenti ci fa comprendere come  il lavoro dell'artigiano ferrarese, pur non negando l'importanza della stagionatura della radica ( dai 2 ai 3 anni), esalti  l'aspetto tecnico per la riuscita di una fumata eccellente.

Il percorso si completa con i materiali alternativi alla radica come l'olivo e la “morta”. L'olivo affascina soprattutto per la sua venatura che Rimensi spesso esalta sabbiandolo. E' un legno che a differenza della radica non è propriamente versatile con tutti i tabacchi ma rende moltissimo con tabacchi “scuri” come i mediterranei ( a base di kentucky) o miscele inglesi molto intense.

La sensibilità artistica de Il duca non poteva non incontrarsi con le potenzialità della quercia fossile meglio conosciuta come “morta” la cui grana, resa evidente dalla sabbiatura, si presenta come una rete molto fitta e regolare tale da sembrare agli occhi del profano quasi artefatta. Anche la quercia fossile presenta delle limitazioni nella resa. Eccellente con miscele inglesi che evolvono in un crescendo, tende ad appiattire gli altri tabacchi.

Chiudiamo la panoramica su questo artigiano con un accenno agli inserti da lui utilizzati nei cannelli e nei bocchini.Molte sue pipe presentano inserti in corno, legni esotici o bamboo nero e bianco al fine di valorizzare ed esaltare la pipa nelle sue potenzialità armoniche sia nella forma che nell'accostamento dei colori.

Tutto il percorso fatto ci fa ritenere Massimiliano Rimensi uno tra i più interessanti artigiani italiani degli ultimi anni poiché nella dialettica di estro, nobiltà e precisione costruttiva ci offre, come abbiamo visto, una dimensione più ampia sulla pipa, sulla sua bellezza e sulla sua tradizione. Ed è con questa convinzione che la tabaccheria Sansone ha scelto Il Duca tra i suoi marchi, fiduciosa di offrire alla clientela una pipa di grande livello di cui andare orgogliosi.

Non vorremmo concludere in maniera definitiva questo percorso ma vorremmo lasciare uno spazio libero, delle righe in bianco in cui far parlare e le pipe di questo artigiano.

Con l'augurio che la tradizione artigianale possa avere ancora vita lunga ci affidiamo a lui e a quelli come lui per godere ancora di uno straordinario piacere.

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